Linea di confine

Mercoledì 18 Marzo 2020

Oggi, durante la mia consueta passeggiata con Artù, tenendo in tasca la immancabile autocertificazione, ho osservato in lontananza un posto di blocco della polizia locale, in corrispondenza della rotonda del Paese che di fatto divide come una linea di confine la zona dell’ospedale, assediato da ormai un centinaio di contagiati, e la via che ogni giorno percorro con il mio amico a 4 zampe…pensavo all’esistenza di un aldilà della rotonda, dove si combatte tra la vita e la morte, il ritmo vitale è assai mutato, il tempo per agire quasi non basta e un “aldiqua” (passami la licenza) in cui si respira un’atmosfera di forte sospensione, dove le ore non esistono più, esiste solo l’ennesimo giorno che segna l’ennesima tacca su un indefinito calendario di quarantena…

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Un pensiero riguardo “Linea di confine

  1. Buongiorno prof,
    la sua riflessione mi ha fatto ricordare che anch’io ho una “linea di confine”, la muraglia che circonda la mia cascina, da cui io non esco da carnevale!
    Ho la fortuna di abitare in campagna e di avere tanti fratelli con cui giocare… e litigare!
    Grazie a quello che ha scritto mi rendo conto che le cose fuori dalla mia muraglia non vanno molto bene, comincio a capire dai discorsi dei miei genitori che ci sono dei loro amici/colleghi che hanno il coronavirus e vivono con terrore… spero sempre che non arrivi all’interno di questa muraglia!
    Oggi è la festa del papà, le faccio tanti auguri!
    A presto, Roberto

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